Regione Umbria: la mediazione interculturale

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Norme di riferimento
 
Figura professionale del mediatore interculturale
La Regione Umbria non dispone di una normativa specifica che definisca la figura del mediatore interculturale.
In via generale, il “Programma annuale 2012 degli interventi in materia di immigrazione - Linee di indirizzo” (adottato, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n. 18/1990, con D.G.R. n. 1273/2012) evidenzia la necessità di facilitare il rapporto tra cittadino straniero e pubblica amministrazione: Fondamentale è che gli stessi servizi territoriali siano in grado di interagire positivamente ed efficacemente con l’utenza straniera e per questo è importante prevedere e predisporre strumenti formativi per gli operatori pubblici”.
 
Contesti operativi del mediatore interculturale
La D.G.R. n. 1009/2005 istituisce presso la ASL2 di Perugia il Centro Interaziendale per la realizzazione di un servizio di rete di mediazione culturale in tutte le Aziende Sanitarie Regionali. Obiettivo principale del Centro interaziendale è una riqualificazione dei Consultori familiari che risponda alle esigenze sempre più composite provenienti dal territorio. Il Consultorio, infatti, offre prestazioni di mediazione culturale nell’area materno-infantile attraverso il contributo di mediatori culturali formati dalla Regione Umbria, congiuntamente agli operatori sanitari e amministrativi delle Aziende sanitarie.
 
Modalità di conseguimento della qualifica professionale di mediatore interculturale
La Regione Umbria non dispone, al momento, di una normativa specifica che le modalità di conseguimento della qualifica professionale di mediatore interculturale.
 
Percorsi universitari dedicati alla mediazione interculturale
Le università dell’Umbria non hanno all’attivo percorsi specificamente dedicati alla mediazione interculturale.
 
Progetti dedicati alla mediazione interculturale
La Regione Umbria ha, inoltre, partecipato al progetto interregionale Interventi finalizzati alla qualificazione delle competenze e delle figure professionali operanti nell’Area umanitaria – Operatore/trice di pace e Mediatore/trice interculturale, promosso e avviato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che ha portato al protocollo di intesa cui hanno aderito anche la Regione Campania, la Regione Marche, la Regione Piemonte, la Regione Toscana, la Regione Sardegna, con il coordinamento tecnico di Tecnostruttura per le Regioni.
 
Nel Primo rapporto sull’Immigrazione in Umbria del 2010 si evidenzia la mancanza di specifici interventi sulla mediazione interculturale, ma viene anche citata l’esperienza positiva del progetto “Sportello Interculturale di Spoleto, gestito direttamente dall’amministrazione comunale, che ha sottoscritto con gli operatori stranieri un contratto di lavoro occasionale (consulenza), e che fornisce un servizio di mediazione linguistica, di orientamento e di assistenza legale, facendo ricorso a tre operatori di lingua araba, albanese e spagnola”.
Il Comune di Spoleto ha anche attivato dal 2013 un albo comunale per i mediatori culturali.
 
 
 
 
 
 
  
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